Alcune delle nostre band...
Minavagante
Michela Pedrini/voce
Antonio Amabile/pianoforte
Giorgio Santisi/basso
Christian Rovatti/batteria
Minavagante nasce a Bologna nel 2006 come progetto musicale in omaggio alla grande ed inimitabile Mina. Un’eclettica ed accurata selezione dei migliori frammenti di musica da lei interpretati, che spazia dagli innumerevoli brani per lei appositamente scritti alle tante canzoni di Battisti/Mogol da lei reimpreziosite, dalle sue collaborazioni artistiche con figure come De Andrè o Celentano agli standards d’oltreoceano con cui frequentemente le piaceva misurarsi.
Alla base del progetto, un attento e costante riarrangiamento musicale, volto ad estrapolare, da una così vasta e varia produzione artistica, una sonorità originale ed omogenea, a cavallo tra il jazz e la bossa-nova, il latin ed il lounge, senza dimenticare la dimensione fondamentalmente pop-cantautorale dell’artista omaggiata. La notorietà del repertorio, combinata alla delicata rielaborazione delle sonorità, genera un raffinato ensemble in grado di adattarsi a disparati ambienti e situazioni, come dimostra l’attività live del gruppo: dagli aperitivi (Blue Inn, Balmoral, Marian’s Cafè, Bar Sole), alle cene (Cantina Bentivoglio, Tittopappabumba, Spago 3, Bibò, Molo TreZero, 707), alle rassegne jazz (Altro Cafè di Imola, Villa Ducale di Parma, Teatro Testoni di Casalecchio), agli eventi privati (conferenza di Eikon Communication c/o Banca di Cento, ricevimento al Resident Michelangelo di Ferrara, matrimoni e feste private), alle partecipazioni straordinarie (monografia su Punto Radio, tributo a Bruno Lauzi al Blue Inn), ecc….
www.myspace.com/minavagante
Antonio Amabile/pianoforte
Giorgio Santisi/basso
Christian Rovatti/batteria
Minavagante nasce a Bologna nel 2006 come progetto musicale in omaggio alla grande ed inimitabile Mina. Un’eclettica ed accurata selezione dei migliori frammenti di musica da lei interpretati, che spazia dagli innumerevoli brani per lei appositamente scritti alle tante canzoni di Battisti/Mogol da lei reimpreziosite, dalle sue collaborazioni artistiche con figure come De Andrè o Celentano agli standards d’oltreoceano con cui frequentemente le piaceva misurarsi.
Alla base del progetto, un attento e costante riarrangiamento musicale, volto ad estrapolare, da una così vasta e varia produzione artistica, una sonorità originale ed omogenea, a cavallo tra il jazz e la bossa-nova, il latin ed il lounge, senza dimenticare la dimensione fondamentalmente pop-cantautorale dell’artista omaggiata. La notorietà del repertorio, combinata alla delicata rielaborazione delle sonorità, genera un raffinato ensemble in grado di adattarsi a disparati ambienti e situazioni, come dimostra l’attività live del gruppo: dagli aperitivi (Blue Inn, Balmoral, Marian’s Cafè, Bar Sole), alle cene (Cantina Bentivoglio, Tittopappabumba, Spago 3, Bibò, Molo TreZero, 707), alle rassegne jazz (Altro Cafè di Imola, Villa Ducale di Parma, Teatro Testoni di Casalecchio), agli eventi privati (conferenza di Eikon Communication c/o Banca di Cento, ricevimento al Resident Michelangelo di Ferrara, matrimoni e feste private), alle partecipazioni straordinarie (monografia su Punto Radio, tributo a Bruno Lauzi al Blue Inn), ecc….
www.myspace.com/minavagante
Haiku Quartet
Marco Matteuzzi – Sax Alto
Antonio Amabile – Pianoforte
Matteo Sgarzi – Contrabbasso
Christian Rovatti – Batteria
Haiku Quartet, formato nel 2008 da quattro musicisti di lunga esperienza, è un laboratorio creativo di libero riarrangiamento e libera reinterpretazione. Standards jazz, brani rock, canzoni pop ed altri classici della musica moderna vengono rielaborati, scomposti e ricomposti, ed infine riproposti sotto mentite spoglie.
Parallelamente Haiku Quartet compone anche diversi brani originali, dalle reminescenze hard-bop, ma contaminati dalle più moderne influenze del nu-jazz e del jazz contemporaneo e del funk.
www.myspace.com/haikuquartet
Antonio Amabile – Pianoforte
Matteo Sgarzi – Contrabbasso
Christian Rovatti – Batteria
Haiku Quartet, formato nel 2008 da quattro musicisti di lunga esperienza, è un laboratorio creativo di libero riarrangiamento e libera reinterpretazione. Standards jazz, brani rock, canzoni pop ed altri classici della musica moderna vengono rielaborati, scomposti e ricomposti, ed infine riproposti sotto mentite spoglie.
Parallelamente Haiku Quartet compone anche diversi brani originali, dalle reminescenze hard-bop, ma contaminati dalle più moderne influenze del nu-jazz e del jazz contemporaneo e del funk.
www.myspace.com/haikuquartet
Star Dust Jam
Totta,
cantante
Lilini, tastierista
Chicca, chitarrista
Fragolona, bassista e show-woman
Frè, batterista
Che dire? Le Stardust Jam nascono per scherzo in un polare pomeriggio di Monghidoro, luogo in cui le aveva condotte il loro perpetuo fancazzismo. Cominciano a suonare senza nessuna serietà, continuano senza nessuna serietà, soltanto per combattere lo scetticismo di un pubblico non abituato a vedere gruppi di sole donne (tra l'altro un po' sfigate) e, e soprattutto, perchè si divertono disastrosamente. Cover band che aspetta ispirazione (tra le tante influenze: Beach Boys, Talking Heads, Elvis Prisley, Mina, Franz Ferdinand, James Brown, Vinicio Capossela, Led Zeppelin...), le Stardust avanzano ormai da un anno e mezzo con date più o MENO serie conquistando il mondo con la loro altissima cantante Totta, con la loro vietnamitissima tastierista Lilini, con la loro coloratissima chitarrista Chicca, con la loro INDESCRIVIBILE bassista Fragolona e con la loro minuscola batterista Frè.
Vi innamorerete...
www.myspace.com/stardustjam
Lilini, tastierista
Chicca, chitarrista
Fragolona, bassista e show-woman
Frè, batterista
Che dire? Le Stardust Jam nascono per scherzo in un polare pomeriggio di Monghidoro, luogo in cui le aveva condotte il loro perpetuo fancazzismo. Cominciano a suonare senza nessuna serietà, continuano senza nessuna serietà, soltanto per combattere lo scetticismo di un pubblico non abituato a vedere gruppi di sole donne (tra l'altro un po' sfigate) e, e soprattutto, perchè si divertono disastrosamente. Cover band che aspetta ispirazione (tra le tante influenze: Beach Boys, Talking Heads, Elvis Prisley, Mina, Franz Ferdinand, James Brown, Vinicio Capossela, Led Zeppelin...), le Stardust avanzano ormai da un anno e mezzo con date più o MENO serie conquistando il mondo con la loro altissima cantante Totta, con la loro vietnamitissima tastierista Lilini, con la loro coloratissima chitarrista Chicca, con la loro INDESCRIVIBILE bassista Fragolona e con la loro minuscola batterista Frè.
Vi innamorerete...
www.myspace.com/stardustjam
Rotary Finger
Sonia
Ter Hovanessian: voce, flauto
Paolo La Ganga: chitarra acustica, effetti
Il progetto Rotary Finger prende vita dall'idea di miscelare rivisitazioni acustiche di brani estrapolati da differenti generi musicali, culture e lingue, un viaggio che parte dal Mediterraneo e approda al continente Americano, passando per paesi come Francia e Inghilterra.
Dopo poco, però, tutto ciò si trasforma in ricerca interiore. Frammenti di vecchie registrazioni di melodie, accordi e testi riemergono dai cassetti dopo un lungo periodo, nell’attesa di acquisire una forma, un senso, e sopratutto, una vita. Dall’unione di queste idee il progetto prende nuova forma sfocciando nella composizione di brani inediti.
Il duo è formato da Paolo La Ganga (Bologna, Italia), straordinario “manipolatore” delle sei corde e Sonia Ter Hovanessian (Franco-armena di Brighton, U.K.) con la sua voce di “cioccolato vellutato” vestita di una fodera argentata di flauto traverso...
Nella loro miscela si può sentire l’amore per il Blues, il Jazz, e la passione per la forza delle parole nel Folk e nella poesia, e l’incontro di culture e lingue diverse è ora raccontanto dalla loro musica.
www.myspace.com/rotaryfinger
Paolo La Ganga: chitarra acustica, effetti
Il progetto Rotary Finger prende vita dall'idea di miscelare rivisitazioni acustiche di brani estrapolati da differenti generi musicali, culture e lingue, un viaggio che parte dal Mediterraneo e approda al continente Americano, passando per paesi come Francia e Inghilterra.
Dopo poco, però, tutto ciò si trasforma in ricerca interiore. Frammenti di vecchie registrazioni di melodie, accordi e testi riemergono dai cassetti dopo un lungo periodo, nell’attesa di acquisire una forma, un senso, e sopratutto, una vita. Dall’unione di queste idee il progetto prende nuova forma sfocciando nella composizione di brani inediti.
Il duo è formato da Paolo La Ganga (Bologna, Italia), straordinario “manipolatore” delle sei corde e Sonia Ter Hovanessian (Franco-armena di Brighton, U.K.) con la sua voce di “cioccolato vellutato” vestita di una fodera argentata di flauto traverso...
Nella loro miscela si può sentire l’amore per il Blues, il Jazz, e la passione per la forza delle parole nel Folk e nella poesia, e l’incontro di culture e lingue diverse è ora raccontanto dalla loro musica.
www.myspace.com/rotaryfinger
La Blues Ganga
Andrea Borrelli (voce, sax,
armonica)
Paolo La Ganga (chitarra)
Emanuele Boselli (basso)
Christian Rovatti (batteria)
La Blues Ganga nasce nel 2010 da un’idea del chitarrista Paolo La Ganga, che decide di reclutare Christian Rovatti (batteria), Emanuele Boselli (basso) e Andrea Borrelli (voce, sax, armonica e chitarra acustica) per creare un’ensemble in grado di esprimere la propria visione del blues.
Il progetto si sviluppa seguendo un filo conduttore che partendo dal blues del sud degli Stati Uniti leghi il funk ed il soul con il sound della più vicina scuola inglese.
Stevie Ray Vaughan, Eric Clapton, Robert Cray, Joe Bonamassa, Jimi Hendrix, Muddy Waters... sono solo alcuni dei grandi bluesmen che la band vuole omaggiare nel proprio repertorio, rivisitando e talvolta riarrangiando i loro brani più significativi.
La blues Ganga è oggi pronta ad accompagnare i propri ascoltatori in un viaggio musicale tra emozioni, passioni, pentatoniche e shuffle, in uno spettacolo unico nel suo genere.
www.myspace.com/labluesganga
Paolo La Ganga (chitarra)
Emanuele Boselli (basso)
Christian Rovatti (batteria)
La Blues Ganga nasce nel 2010 da un’idea del chitarrista Paolo La Ganga, che decide di reclutare Christian Rovatti (batteria), Emanuele Boselli (basso) e Andrea Borrelli (voce, sax, armonica e chitarra acustica) per creare un’ensemble in grado di esprimere la propria visione del blues.
Il progetto si sviluppa seguendo un filo conduttore che partendo dal blues del sud degli Stati Uniti leghi il funk ed il soul con il sound della più vicina scuola inglese.
Stevie Ray Vaughan, Eric Clapton, Robert Cray, Joe Bonamassa, Jimi Hendrix, Muddy Waters... sono solo alcuni dei grandi bluesmen che la band vuole omaggiare nel proprio repertorio, rivisitando e talvolta riarrangiando i loro brani più significativi.
La blues Ganga è oggi pronta ad accompagnare i propri ascoltatori in un viaggio musicale tra emozioni, passioni, pentatoniche e shuffle, in uno spettacolo unico nel suo genere.
www.myspace.com/labluesganga
# 41
Riccardo Cesari: voce
Paolo La Ganga: chitarra
Francesco Moneti (Modena City Ramblers): violino/mandolino
Dall’incontro di tre musicisti di esperienza e unici nello stile, nel 2006 nasce il progetto # 41. La loro intesa musicale si incontra in un tributo a Dave Matthews, uno tra i progetti più singolari in circolazione. Il trio è composto da Riccardo “Richy” Cesari (voce), uno dei cantanti più attivi sulla scena Bolognese, e che milita in parecchie band (di indiscussa qualità) della zona, Paolo “Pau” La Ganga (chitarra) anche lui attivo musicista sia acustico che elettrico, di ritorno da un’esperienza negli States, dove ha avuto modo di collaborare con svariati artisti, ed infine Francesco “Fry” Moneti (violino/mandolino) la “star” della band, musicista professionista da anni, fondatore e tutt'ora attivo membro dei Modena City Ramblers. I # 41 sono pronti a fare ascoltare il loro punto di vista musicale, in un omaggio ad uno dei più grandi cantautori viventi.
http://www.myspace.com/number41trio
Paolo La Ganga: chitarra
Francesco Moneti (Modena City Ramblers): violino/mandolino
Dall’incontro di tre musicisti di esperienza e unici nello stile, nel 2006 nasce il progetto # 41. La loro intesa musicale si incontra in un tributo a Dave Matthews, uno tra i progetti più singolari in circolazione. Il trio è composto da Riccardo “Richy” Cesari (voce), uno dei cantanti più attivi sulla scena Bolognese, e che milita in parecchie band (di indiscussa qualità) della zona, Paolo “Pau” La Ganga (chitarra) anche lui attivo musicista sia acustico che elettrico, di ritorno da un’esperienza negli States, dove ha avuto modo di collaborare con svariati artisti, ed infine Francesco “Fry” Moneti (violino/mandolino) la “star” della band, musicista professionista da anni, fondatore e tutt'ora attivo membro dei Modena City Ramblers. I # 41 sono pronti a fare ascoltare il loro punto di vista musicale, in un omaggio ad uno dei più grandi cantautori viventi.
http://www.myspace.com/number41trio
Il Palazzo Sul Jumbo
ANDREA
- VOCE E SAX CHITARRA RITMICA
DOMENICO - CHITARRA E VOCE
NICOLA - TASTIERE E VOCE
FRANCESCO - BASSO
MARCO - BATTERIA
QUESTO PROGETTO NASCE INNANZITUTTO DAL FASCINO CHE LA POETICA COSI’ PROFONDA, ORIGINALE E ALLO STESSO TEMPO STRAVAGANTE DI UNO DEI PIU’ GRANDI CANTAUTORI DELLA SCENA ITALIANA, HA SUSCITATO SUI COMPONENTI DELLA BAND. NONOSTANTE LA SUA SCOMPARSA, TRAGICA E PREMATURA, LE CANZONI DI RINO SONO BEN PRESENTI E RADICATE TANTO TRA COLORO CHE HANNO VISSUTO LA GIOVANE ETÁ DURANTE I SUOI ANNI DI SUCCESSO, QUANTO TRA I GIOVANI DELLE GENERAZIONI SUCCESSIVE, SENZA DIMENTICARE I NUMEROSI CANTAUTORI E I MUSICISTI CHE DAI SUOI TESTI HANNO TRATTO INSEGNAMENTO.
LA BREVE MA INTENSA PRODUZIONE ARTISTICA DI RINO GAETANO È RICCA DI CANZONI CHE ATTRAVERSANO, COME FORSE NESSUNO ALTRO HA FATTO, MOLTI GENERI MUSICALI E VARIANO DAL GUSTO DISSACRANTE E SARCASTICO DI TESTI COME SPENDI SPANDI EFFENDI O BERTA FILAVA, ALLA DOLCEZZA DI BALLATE COME L’IMMORTALE AIDA O MIO FRATELLO È FIGLIO UNICO, FINO AI VIAGGI NEL PROFONDO DELL’ANIMO UMANO CON TI TI TI TI O IL CIELO È SEMPRE PIÙ BLU.
FARE UNA SELEZIONE DI BRANI È STATA IMPRESA ARDUA MA IL RISULTATO RISPECCHIA LE CARATTERISTICHE DEI COMPONENTI DELLA BAND, CHE PROVENGONO DALLE PIÙ VARIE ESPERIENZE MUSICALI, E NON TRASCURA I BRANI DEL REPERTORIO MENO CONOSCIUTO, MA ALTRETTANTO RICCO DI SPUNTI, DELL’ARTISTA CALABRESE.
OGNI PEZZO VIENE ACCOMPAGNATO DA UNA BREVE CONTESTUALIZZAZIONE STORICO-ESTETICA VOLTA A METTERE IN EVIDENZA QUEI GUSTOSI NONCHÉ CURIOSI PARTICOLARI DI CUI SI PERMEANO I TESTI, MAI BANALI ANCHE NEI NONSENSE.
IL CONTRIBUTO DI RINO ALLA MUSICA ITALIANA È DI PORTATA PARI ALLA SOSTANZA, SEMPRE ATTUALE, DEI SUOI CONTENUTI CHE DIPINGONO TANTO LA SEDUZIONE DELL’ANIMO FEMMINILE, QUANTO LE ECCENTRICITÁ DELLA SOCIETÁ, IL TUTTO CONTORNATO DA UN GUSTO PER LA CITAZIONE STORICA E APARTITICAMENTE POLITICA.
DOMENICO - CHITARRA E VOCE
NICOLA - TASTIERE E VOCE
FRANCESCO - BASSO
MARCO - BATTERIA
QUESTO PROGETTO NASCE INNANZITUTTO DAL FASCINO CHE LA POETICA COSI’ PROFONDA, ORIGINALE E ALLO STESSO TEMPO STRAVAGANTE DI UNO DEI PIU’ GRANDI CANTAUTORI DELLA SCENA ITALIANA, HA SUSCITATO SUI COMPONENTI DELLA BAND. NONOSTANTE LA SUA SCOMPARSA, TRAGICA E PREMATURA, LE CANZONI DI RINO SONO BEN PRESENTI E RADICATE TANTO TRA COLORO CHE HANNO VISSUTO LA GIOVANE ETÁ DURANTE I SUOI ANNI DI SUCCESSO, QUANTO TRA I GIOVANI DELLE GENERAZIONI SUCCESSIVE, SENZA DIMENTICARE I NUMEROSI CANTAUTORI E I MUSICISTI CHE DAI SUOI TESTI HANNO TRATTO INSEGNAMENTO.
LA BREVE MA INTENSA PRODUZIONE ARTISTICA DI RINO GAETANO È RICCA DI CANZONI CHE ATTRAVERSANO, COME FORSE NESSUNO ALTRO HA FATTO, MOLTI GENERI MUSICALI E VARIANO DAL GUSTO DISSACRANTE E SARCASTICO DI TESTI COME SPENDI SPANDI EFFENDI O BERTA FILAVA, ALLA DOLCEZZA DI BALLATE COME L’IMMORTALE AIDA O MIO FRATELLO È FIGLIO UNICO, FINO AI VIAGGI NEL PROFONDO DELL’ANIMO UMANO CON TI TI TI TI O IL CIELO È SEMPRE PIÙ BLU.
FARE UNA SELEZIONE DI BRANI È STATA IMPRESA ARDUA MA IL RISULTATO RISPECCHIA LE CARATTERISTICHE DEI COMPONENTI DELLA BAND, CHE PROVENGONO DALLE PIÙ VARIE ESPERIENZE MUSICALI, E NON TRASCURA I BRANI DEL REPERTORIO MENO CONOSCIUTO, MA ALTRETTANTO RICCO DI SPUNTI, DELL’ARTISTA CALABRESE.
OGNI PEZZO VIENE ACCOMPAGNATO DA UNA BREVE CONTESTUALIZZAZIONE STORICO-ESTETICA VOLTA A METTERE IN EVIDENZA QUEI GUSTOSI NONCHÉ CURIOSI PARTICOLARI DI CUI SI PERMEANO I TESTI, MAI BANALI ANCHE NEI NONSENSE.
IL CONTRIBUTO DI RINO ALLA MUSICA ITALIANA È DI PORTATA PARI ALLA SOSTANZA, SEMPRE ATTUALE, DEI SUOI CONTENUTI CHE DIPINGONO TANTO LA SEDUZIONE DELL’ANIMO FEMMINILE, QUANTO LE ECCENTRICITÁ DELLA SOCIETÁ, IL TUTTO CONTORNATO DA UN GUSTO PER LA CITAZIONE STORICA E APARTITICAMENTE POLITICA.
Detriti
Marco Matteuzzi - Sax Alto
Federico Pierantoni - Trombone
Davide Rovati - Chitarra
Luca Dalpozzo - Basso elettrico
Christian Rovatti - Batteria
Quintetto dalle sonorità stravaganti, Detriti è un progetto musicale nato dalla collaborazione di musicisti molto diversi tra loro, sia per età che per estrazione musicale. Approcci jazzistici cercano una complicata convivenza con arrangiamenti dal sapore progressivo, dinamiche intimiste e sonorità morbide si avvicendano a ritmiche funky e a parti collettive magmatiche, ai confini del free... Un gioco di equilibri in cui le diverse facce di uno stesso specchio devono riflettere, senza accecare, la stessa immagine vista da angolazioni differenti. La maggior parte del materiale musicale è autografo e tutti gli elementi contribuiscono alla composizione. Non mancano però rivisitazioni personali e ricercate di alcuni brani significativi presi a prestito dal panorama jazzistico contemporaneo.
Federico Pierantoni - Trombone
Davide Rovati - Chitarra
Luca Dalpozzo - Basso elettrico
Christian Rovatti - Batteria
Quintetto dalle sonorità stravaganti, Detriti è un progetto musicale nato dalla collaborazione di musicisti molto diversi tra loro, sia per età che per estrazione musicale. Approcci jazzistici cercano una complicata convivenza con arrangiamenti dal sapore progressivo, dinamiche intimiste e sonorità morbide si avvicendano a ritmiche funky e a parti collettive magmatiche, ai confini del free... Un gioco di equilibri in cui le diverse facce di uno stesso specchio devono riflettere, senza accecare, la stessa immagine vista da angolazioni differenti. La maggior parte del materiale musicale è autografo e tutti gli elementi contribuiscono alla composizione. Non mancano però rivisitazioni personali e ricercate di alcuni brani significativi presi a prestito dal panorama jazzistico contemporaneo.
Luther Blissett
Antonio
D’Intino – Bass
Andrea Grillini – Drums
Dario Fariello – Sax & live electronics
Lucio Corenzi – Double bass
Carlo D’Alessandro – Guitar
Luther Blissett è un quintetto nato nel 2007 con l’intento artistico di sperimentare una nuova sonorità, a metà strada fra improvvisazione e composizione, influenzata sia dal free-jazz degli anni ’70 che dalle più recenti correnti del jazz-core e del nu-jazz.
Caratteristico è l’utilizzo di due bassi, che disegnano melodie, armonie ed intrecci ritmici paralleli su cui i due solisti procedono come scomponendo la band in due diversi trii, mantenuti coesi e coerenti dalla batteria.
Dal 2007 ad oggi Luther Blissett si è esibito in svariati concerti, in Italia e all'estero (Inghilterra, Stati Uniti, Sud Africa...). Numerose anche le collaborazioni artistiche, ad esempio con il violoncellista Tristan Honsinger e con il sassofonista Ken Vandermark, entrambi statunitensi.
Nel 2008 Luther Blissett pubblica per Eclectic Polpo Records il suo primo cd, registrato dal vivo l'anno precedente in occasione del Downbeat Festival.
www.myspace.com/luthermassive
Andrea Grillini – Drums
Dario Fariello – Sax & live electronics
Lucio Corenzi – Double bass
Carlo D’Alessandro – Guitar
Luther Blissett è un quintetto nato nel 2007 con l’intento artistico di sperimentare una nuova sonorità, a metà strada fra improvvisazione e composizione, influenzata sia dal free-jazz degli anni ’70 che dalle più recenti correnti del jazz-core e del nu-jazz.
Caratteristico è l’utilizzo di due bassi, che disegnano melodie, armonie ed intrecci ritmici paralleli su cui i due solisti procedono come scomponendo la band in due diversi trii, mantenuti coesi e coerenti dalla batteria.
Dal 2007 ad oggi Luther Blissett si è esibito in svariati concerti, in Italia e all'estero (Inghilterra, Stati Uniti, Sud Africa...). Numerose anche le collaborazioni artistiche, ad esempio con il violoncellista Tristan Honsinger e con il sassofonista Ken Vandermark, entrambi statunitensi.
Nel 2008 Luther Blissett pubblica per Eclectic Polpo Records il suo primo cd, registrato dal vivo l'anno precedente in occasione del Downbeat Festival.
www.myspace.com/luthermassive
Loop-us In Fabula
Paolo La Ganga (chitarra)
Giulia Matteucci (voce)
"Loop-us in fabula" perchè la vita è un po un loop che ogni qualvolta ti sorprende a dover ricominciare da dove avevi iniziato. un moto continuo di esperienza, crescita, in cui l'improvvisazione è necessaria per continuare ad imparare ed ottenere risultati sempre più vicini al tuo vero modo d'essere.
Paolo La Ganga e Giulia Matteucci si incontrano per la prima volta nel 2002 quando, per gioco e divertimento, iniziano a suonare insieme. Dopo diversi anni, separati da studi ed esperienze all'estero, si ritrovano, nel 2009, ad iniziare un nuovo progetto musicale. E' la musica che hanno assorbito e che li ha rapiti negli anni questa volta a divertirsi con loro: un mix di bianco e nero, suoni e colori, un mondo si parole e note che esplodono buttando fuori le sensazioni più intime che solo la musica può descrivere e cullare. La complicità di un duo acustico che crea atmosfere jazz, blues. soul, pop per il piacere di suonare dal vivo e di farsi ascoltare...
www.myspace.com/duoloopusinfabula
Giulia Matteucci (voce)
"Loop-us in fabula" perchè la vita è un po un loop che ogni qualvolta ti sorprende a dover ricominciare da dove avevi iniziato. un moto continuo di esperienza, crescita, in cui l'improvvisazione è necessaria per continuare ad imparare ed ottenere risultati sempre più vicini al tuo vero modo d'essere.
Paolo La Ganga e Giulia Matteucci si incontrano per la prima volta nel 2002 quando, per gioco e divertimento, iniziano a suonare insieme. Dopo diversi anni, separati da studi ed esperienze all'estero, si ritrovano, nel 2009, ad iniziare un nuovo progetto musicale. E' la musica che hanno assorbito e che li ha rapiti negli anni questa volta a divertirsi con loro: un mix di bianco e nero, suoni e colori, un mondo si parole e note che esplodono buttando fuori le sensazioni più intime che solo la musica può descrivere e cullare. La complicità di un duo acustico che crea atmosfere jazz, blues. soul, pop per il piacere di suonare dal vivo e di farsi ascoltare...
www.myspace.com/duoloopusinfabula
Slam!
Matteo Sgarzi: contrabbasso e basso elettrico
Luca De Marchi: tromba
Silvio Peroni: pianoforte, tastiere, melodica, sax soprano
Andrea Zucchelli: batteria
SLAM! nasce nell'autunno 2007 come Alma jazz Legacy quintet. E' infatti grazie al jazz festival universitario omonimo che i componenti del gruppo si conoscono e decidono di costituire un gruppo musicale. Dopo alcuni avvicendamenti nell'organico (che ha visto tra le sue fila i sassofonisti Simone Fratini e Andrea Camosci, nonché per un lungo periodo il chitarrista Michele Malatesta) ed un lungo lavoro di composizione ed arrangiamento i 4 musicisti decidono nella primavera del 2010 di registrare con il nuovo nome di SLAM! il loro primo album, THROUGH THE COIN, composto interamente di pezzi originali. Il genere proposto è una commistione di pezzi all'insegna del cool e dell'hard bop, che non disdegna dei veri e propri fuori-pista nei territori del funk, del jazz-rock, del free senza rinunciare ad una vocazione di base prettamente melodica e tonale. Il disco è stato registrato al Full Digital studio di San Matteo della Decima (BO) grazie all'ausilio di Nicola Ciarmatori e Fabrizio Rubini ed è attualmente disponibile on-line al sito http://www.jamendo.com/it/album/64098. Curiosità: il nome del disco deriva da un episodio che ne ha determinato la gestazione. I componenti del gruppo, dopo aver valutato i pro e i contro di una sessione di registrazione, che a tutti sembrava un po' prematura, ma comunque utile a fini promozionali e non sapendo trovare una maggioranza che sapesse decidere definitivamente se andare o no decidono di lanciare una moneta da 2 euro: croce si registra, testa si rimanda - l'esito del lancio è questo disco d'esordio, che paga si dazio all'inesperienza con qualche indecisione esecutiva ma che si presenta all'ascolto come un insieme coeso, ricco di idee e di spunti originali, di momenti di estremo lirismo e di quella emozione collettiva, che nel jazz e nelle musiche improvvisate è alla base di ogni buon progetto.
www.myspace.com/slamjazzgroup
Luca De Marchi: tromba
Silvio Peroni: pianoforte, tastiere, melodica, sax soprano
Andrea Zucchelli: batteria
SLAM! nasce nell'autunno 2007 come Alma jazz Legacy quintet. E' infatti grazie al jazz festival universitario omonimo che i componenti del gruppo si conoscono e decidono di costituire un gruppo musicale. Dopo alcuni avvicendamenti nell'organico (che ha visto tra le sue fila i sassofonisti Simone Fratini e Andrea Camosci, nonché per un lungo periodo il chitarrista Michele Malatesta) ed un lungo lavoro di composizione ed arrangiamento i 4 musicisti decidono nella primavera del 2010 di registrare con il nuovo nome di SLAM! il loro primo album, THROUGH THE COIN, composto interamente di pezzi originali. Il genere proposto è una commistione di pezzi all'insegna del cool e dell'hard bop, che non disdegna dei veri e propri fuori-pista nei territori del funk, del jazz-rock, del free senza rinunciare ad una vocazione di base prettamente melodica e tonale. Il disco è stato registrato al Full Digital studio di San Matteo della Decima (BO) grazie all'ausilio di Nicola Ciarmatori e Fabrizio Rubini ed è attualmente disponibile on-line al sito http://www.jamendo.com/it/album/64098. Curiosità: il nome del disco deriva da un episodio che ne ha determinato la gestazione. I componenti del gruppo, dopo aver valutato i pro e i contro di una sessione di registrazione, che a tutti sembrava un po' prematura, ma comunque utile a fini promozionali e non sapendo trovare una maggioranza che sapesse decidere definitivamente se andare o no decidono di lanciare una moneta da 2 euro: croce si registra, testa si rimanda - l'esito del lancio è questo disco d'esordio, che paga si dazio all'inesperienza con qualche indecisione esecutiva ma che si presenta all'ascolto come un insieme coeso, ricco di idee e di spunti originali, di momenti di estremo lirismo e di quella emozione collettiva, che nel jazz e nelle musiche improvvisate è alla base di ogni buon progetto.
www.myspace.com/slamjazzgroup
Monk's Dream
PIANOFORTE: Gaetano Mastromatteo
CONTRABBASSO: Ezio Bruzzese
BATTERIA: Sergio Piccinini
Il gruppo, che prende il suo nome dal brano Monk's Dream di Thelonious Monk (gran cerimoniere del Be-Bop), esplora il mondo "monkiano" nella sua essenzialità interpretando "Il motto di Kansas City" che invita il musicista a raccontare una storia più che a esibire la propria tecnica. Si eseguono principalmente brani di T. Monk tra i quali segnaliamo Crepuscule Whith Nelly, che ha la particolarità di non prevedere improvvisazione. Ugly Beauty, unico brano in tre-quarti, In Walked Bud precursore di ritmiche "funky" ed Evidence costruito sulla struttura di Just You Just Me evidenziandone gli aspetti più spigolosi. Straight no Chaser, blues al quale si sono ispirati innumerevoli artisti e Maiden Voyage, brano di Herbie Hancock dove la rarefazione tocca i limiti.
www.monksdream.tk
CONTRABBASSO: Ezio Bruzzese
BATTERIA: Sergio Piccinini
Il gruppo, che prende il suo nome dal brano Monk's Dream di Thelonious Monk (gran cerimoniere del Be-Bop), esplora il mondo "monkiano" nella sua essenzialità interpretando "Il motto di Kansas City" che invita il musicista a raccontare una storia più che a esibire la propria tecnica. Si eseguono principalmente brani di T. Monk tra i quali segnaliamo Crepuscule Whith Nelly, che ha la particolarità di non prevedere improvvisazione. Ugly Beauty, unico brano in tre-quarti, In Walked Bud precursore di ritmiche "funky" ed Evidence costruito sulla struttura di Just You Just Me evidenziandone gli aspetti più spigolosi. Straight no Chaser, blues al quale si sono ispirati innumerevoli artisti e Maiden Voyage, brano di Herbie Hancock dove la rarefazione tocca i limiti.
www.monksdream.tk
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Amabile Trio
Antonio Amabile: pianoforte
Christian Rovatti: batteria
Giannicola Spezzigu: contrabbasso
Amabile Trio nasce dall'idea del pianista e arrangiatore Antonio Amabile di riarrangiare per jazz trio alcuni tra i più significativi brani del pop e del rock degli ultimi 40 anni.
Nel repertorio capolavori di grandi bands come Pink Floyd, Police, Depeche Mode, Nirvana, Beatles e Radiohead affiancano versioni molto personali di grandi standard del jazz moderno. Atmosfere rarefatte ed intimistiche si alternano a momenti di tensione e di grande carica emotiva, in un modesto tentativo di rendere omaggio a grandi musicisti e compositori della musica "leggera" degli ultimi decenni, reinterpretando alla luce del linguaggio jazzistico moderno alcune tra le loro principali composizioni.
Christian Rovatti: batteria
Giannicola Spezzigu: contrabbasso
Amabile Trio nasce dall'idea del pianista e arrangiatore Antonio Amabile di riarrangiare per jazz trio alcuni tra i più significativi brani del pop e del rock degli ultimi 40 anni.
Nel repertorio capolavori di grandi bands come Pink Floyd, Police, Depeche Mode, Nirvana, Beatles e Radiohead affiancano versioni molto personali di grandi standard del jazz moderno. Atmosfere rarefatte ed intimistiche si alternano a momenti di tensione e di grande carica emotiva, in un modesto tentativo di rendere omaggio a grandi musicisti e compositori della musica "leggera" degli ultimi decenni, reinterpretando alla luce del linguaggio jazzistico moderno alcune tra le loro principali composizioni.
Macramè
Macramè è un quartetto vocale nato a Bologna dalla reunion delle cantanti Linda Palazzolo, Elisabetta Dallargine, Michela Pedrini, Serena Pecoraro.
http://www.myspace.com/macrame39
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Motown Motion
Irene Robbins: lead vocals;
Luigi Scerra: keyboards;
Paolo La Ganga: guitar;
Ivan Pantarelli: bass;
Marco Raimondi: drums;
Jonathon Paul Worrell: sax tenore, flauto traverso;
Franco Venturi: trumpet;
Diamante, Sonia Ter Hovanessian: backing vocals.
Remember Motown?!
Diana Ross and the Supremes, Aretha Franklin, Marvin Gaye, The Temptations? La musica che negli anni 60 e 70 ha fatto ballare prima Detroit (Motor City USA/Motown) e poi il mondo intero!
Motown Motion è l'unico gruppo residente in Italia che esegue questo fantastico repertorio, con cantanti madrelingua e una ritmica di livello. La voce e il carisma di Irene Robbins, da Detroit con furore, vi trascineranno con la sua band di 12 elementi: coristi, fiati, e quartetto ritmico.
www.myspace.com/motownmotionirenerobbins
Luigi Scerra: keyboards;
Paolo La Ganga: guitar;
Ivan Pantarelli: bass;
Marco Raimondi: drums;
Jonathon Paul Worrell: sax tenore, flauto traverso;
Franco Venturi: trumpet;
Diamante, Sonia Ter Hovanessian: backing vocals.
Remember Motown?!
Diana Ross and the Supremes, Aretha Franklin, Marvin Gaye, The Temptations? La musica che negli anni 60 e 70 ha fatto ballare prima Detroit (Motor City USA/Motown) e poi il mondo intero!
Motown Motion è l'unico gruppo residente in Italia che esegue questo fantastico repertorio, con cantanti madrelingua e una ritmica di livello. La voce e il carisma di Irene Robbins, da Detroit con furore, vi trascineranno con la sua band di 12 elementi: coristi, fiati, e quartetto ritmico.
www.myspace.com/motownmotionirenerobbins
Evoè
Sidori Angelo (voce)
Tino Domenico (chitarra)
Serafini Renato (basso)
Del Bianco Fabrizio (batteria)
Principalmente ispirati da personaggi quali Led Zeppelin, Kyuss, Hendrix, e Tool, gli Evoè propongono un rock alternativo dalle tonalità progressive e psichedeliche, che attraversano deserti stoner, e trovano il proprio cardine nella ricerca melodica, con testi che vanno dall’intimismo al sociale, non limitandosi all’uso esclusivo dell’italiano.
Il gruppo nasce alla fine degli anni 90 quando la collaborazione tra batterista e bassista continua a Bologna, dove nel 2002 si unisce a loro il chitarrista, sancendo l’inizio di un attività live che li porterà a suonare in importanti rassegne come Emergenza Rock, il Festival delle Arti, il Bologna Music Festival, il Trofeo Pilastro City.
Nel 2005 con la partecipazione del cantante Roy Canu realizzano un demo caldamente accolto dalle web-zine Rockambula. Come DnaMusic.it.
Ma il 2006 rappresenta una svolta per il gruppo con l’arrivo del cantante chitarrista Angelo Sidori che ridefinisce l’impronta del gruppo con nuove canzoni che andranno a finire nel nuovo cd “Low-cost Generation” . Uno dei brani del nuovo lavoro: “Darfur”, ha portato il gruppo alla finale del concorso “Voci per la Libertà - Una canzone per Amnesty International” e alla partecipazione con i brani "Vanità" e Darfur" alla compilation “Voci per la Libertà 2006” in distribuzione esclusiva su www.lifegatemusicshop.it e su tutti i banchetti di Amnesty International d’Italia.
Sito web: www.evoeband.com
MySpace: www.myspace.com/evoeband
Tino Domenico (chitarra)
Serafini Renato (basso)
Del Bianco Fabrizio (batteria)
Principalmente ispirati da personaggi quali Led Zeppelin, Kyuss, Hendrix, e Tool, gli Evoè propongono un rock alternativo dalle tonalità progressive e psichedeliche, che attraversano deserti stoner, e trovano il proprio cardine nella ricerca melodica, con testi che vanno dall’intimismo al sociale, non limitandosi all’uso esclusivo dell’italiano.
Il gruppo nasce alla fine degli anni 90 quando la collaborazione tra batterista e bassista continua a Bologna, dove nel 2002 si unisce a loro il chitarrista, sancendo l’inizio di un attività live che li porterà a suonare in importanti rassegne come Emergenza Rock, il Festival delle Arti, il Bologna Music Festival, il Trofeo Pilastro City.
Nel 2005 con la partecipazione del cantante Roy Canu realizzano un demo caldamente accolto dalle web-zine Rockambula. Come DnaMusic.it.
Ma il 2006 rappresenta una svolta per il gruppo con l’arrivo del cantante chitarrista Angelo Sidori che ridefinisce l’impronta del gruppo con nuove canzoni che andranno a finire nel nuovo cd “Low-cost Generation” . Uno dei brani del nuovo lavoro: “Darfur”, ha portato il gruppo alla finale del concorso “Voci per la Libertà - Una canzone per Amnesty International” e alla partecipazione con i brani "Vanità" e Darfur" alla compilation “Voci per la Libertà 2006” in distribuzione esclusiva su www.lifegatemusicshop.it e su tutti i banchetti di Amnesty International d’Italia.
Sito web: www.evoeband.com
MySpace: www.myspace.com/evoeband
Orizzonte degli Eventi
Mauro Negroni
– Basso elettrico, chitarra
classica
Michele Negroni – Piano, tastiere
Christian Rovatti – Batteria
Orizzonte Degli Eventi nasce a Bologna nel 1997 come band fusion-progressive. Dopo una cospicua attività live il gruppo vive una fase di ibernazione, durante il quale i suoi componenti proseguono il proprio percorso musicale individuale, collaborando con diversi artisti e formazioni. A tale lungo periodo segue la loro re-union, nel 2005, caratterizzata da una sonorità decisamente più vicina al mondo del jazz. Intenzione artistica della band è la creazione di atmosfere suggestive tramite l’utilizzo di scheletri ritmici articolati ed ipnotici, su cui si avvicendano melodie orecchiabili ed assoli improvvisati dalle sonorità ricercate. Numerose le influenze musicali, da Jaco Pastorius a Steve Coleman, da Scott Henderson agli Area, che convergono in un mix di jazz contemporaneo, funky-fusion, world-jazz e progressive che cerca comunque di mantenersi fresco e personale, evitando con cura ogni etichetta. I musicisti che compongono la formazione sono attualmente impegnati in diverse altre attività musicali, compreso l’insegnamento. Orizzonte Degli Eventi è il laboratorio creativo di ricerca in cui essi hanno scelto di convogliare le loro diverse esperienze artistiche.
www.myspace.com/eventiorizzontali
Michele Negroni – Piano, tastiere
Christian Rovatti – Batteria
Orizzonte Degli Eventi nasce a Bologna nel 1997 come band fusion-progressive. Dopo una cospicua attività live il gruppo vive una fase di ibernazione, durante il quale i suoi componenti proseguono il proprio percorso musicale individuale, collaborando con diversi artisti e formazioni. A tale lungo periodo segue la loro re-union, nel 2005, caratterizzata da una sonorità decisamente più vicina al mondo del jazz. Intenzione artistica della band è la creazione di atmosfere suggestive tramite l’utilizzo di scheletri ritmici articolati ed ipnotici, su cui si avvicendano melodie orecchiabili ed assoli improvvisati dalle sonorità ricercate. Numerose le influenze musicali, da Jaco Pastorius a Steve Coleman, da Scott Henderson agli Area, che convergono in un mix di jazz contemporaneo, funky-fusion, world-jazz e progressive che cerca comunque di mantenersi fresco e personale, evitando con cura ogni etichetta. I musicisti che compongono la formazione sono attualmente impegnati in diverse altre attività musicali, compreso l’insegnamento. Orizzonte Degli Eventi è il laboratorio creativo di ricerca in cui essi hanno scelto di convogliare le loro diverse esperienze artistiche.
www.myspace.com/eventiorizzontali
Haiku, il linguaggio del jazz (tra musica e parole)
Nome del progetto:
Haiku, il linguaggio del jazz
due notti nel jazz, tra musica e parole.
Tipologia dell’evento:
monografia musico-letteraria sulla musica jazz degli anni ’50 e ’60.
Format:
lettura-concerto.
Contenuti artistici:
famosi standards jazz ascrivibili ad alcuni grandi autori del jazz (D. Ellington, C. Parker, C. Baker, B. Holiday, C. Mingus, T. Monk, J. Coltrane, M. Davis), reinterpretati dal vivo da Haiku Jazz Quartet ed intercalati da brevi letture recitate di stralci di biografie ed autobiografie dei medesimi musicisti, o di altri brani letterari ad essi correlati ed ispirati.
Finalità culturali:
divulgazione della musica jazz e della cultura afroamericana, sia tramite l’ascolto di brani musicali eseguiti dal vivo che tramite la lettura recitata di brani letterari.
Target:
senza distinzioni di età o di sesso; chiunque voglia ripercorrere i migliori anni del jazz d’oltreoceano e chiunque voglia trovare un pretesto divertente e formativo per imparare a conoscere e ad apprezzare tale forma di espressione.
Durata dell’evento:
due serate, di 2 ore ciascuna.
Spazi e logistica:
teatri, sale conferenza, sale da concerto, biblioteche, mediateche, cinema ed altri spazi simili. Attrezzatura ed allestimento dello spazio a carico di A.M.Bo.. Laddove possibile si richiede impianto di diffusione audio (casse, mixer e finale di potenza) ed un palco adibito a concerti
Haiku, il linguaggio del jazz
due notti nel jazz, tra musica e parole.
Tipologia dell’evento:
monografia musico-letteraria sulla musica jazz degli anni ’50 e ’60.
Format:
lettura-concerto.
Contenuti artistici:
famosi standards jazz ascrivibili ad alcuni grandi autori del jazz (D. Ellington, C. Parker, C. Baker, B. Holiday, C. Mingus, T. Monk, J. Coltrane, M. Davis), reinterpretati dal vivo da Haiku Jazz Quartet ed intercalati da brevi letture recitate di stralci di biografie ed autobiografie dei medesimi musicisti, o di altri brani letterari ad essi correlati ed ispirati.
Finalità culturali:
divulgazione della musica jazz e della cultura afroamericana, sia tramite l’ascolto di brani musicali eseguiti dal vivo che tramite la lettura recitata di brani letterari.
Target:
senza distinzioni di età o di sesso; chiunque voglia ripercorrere i migliori anni del jazz d’oltreoceano e chiunque voglia trovare un pretesto divertente e formativo per imparare a conoscere e ad apprezzare tale forma di espressione.
Durata dell’evento:
due serate, di 2 ore ciascuna.
Spazi e logistica:
teatri, sale conferenza, sale da concerto, biblioteche, mediateche, cinema ed altri spazi simili. Attrezzatura ed allestimento dello spazio a carico di A.M.Bo.. Laddove possibile si richiede impianto di diffusione audio (casse, mixer e finale di potenza) ed un palco adibito a concerti